Certificazione della Parità di Genere: cos’è, come funziona e quali sono i vantaggi

 

L’art. 46-bis del decreto legislativo n.198/2006, introdotto dalla legge n.162/2021, istituisce la nuova Certificazione della Parità di Genere. Con questa norma, il legislatore ha voluto dare concretezza alla missione 5 del PNRR (“intensificare l'impegno ad eliminare le disparità di genere nel mondo del lavoro e nella vita sociale”), introducendo uno strumento che consente ai datori di lavoro di accedere ad un sistema di premialità sulla base delle iniziative realizzate per ridurre il divario di genere: verso un miglioramento delle condizioni di lavoro delle donne anche in termini qualitativi, di remunerazione e di ruolo e promuovendo la trasparenza sui processi lavorativi nelle imprese.

Le misure previste dal PNNR sono:

  • definire un sistema per la certificazione sulla parità di genere e del meccanismo premiante;
  • creare un sistema informativo con funzione di piattaforma di raccolta di dati disaggregati per genere e di informazioni sulla certificazione, nonché dell’albo degli enti accreditati;
  • aprire il sistema di certificazione sulla parità di genere a tutte le imprese (grandi, medie, piccole e microimprese). Nella fase sperimentale, fino alla prima metà del 2026, la certificazione sarà agevolata per le imprese di medie, piccole e micro-dimensioni, e associata a servizi di accompagnamento e assistenza.

L’importanza delle donne in azienda

Prima di vedere nel dettaglio questa nuova certificazione, è doveroso analizzare i motivi per cui un’azienda dovrebbe dotarsi di risorse miste, senza cadere in discriminazioni o pregiudizi. 

Innanzitutto, un’equa presenza femminile anche nei ruoli dirigenziali è essenziale per il raggiungimento di migliori obiettivi aziendali. Nello specifico, le aziende più virtuose nell’inclusione e parità di genere hanno avuto più successo della concorrenza in termini di soddisfazione dei lavoratori ed innovazione. Squadre diversificate sono un antidoto contro il pensiero di massa, pericoloso perché limita il range di soluzioni disponibili ad un problema e può impedire l’adozione delle best-solutions (fonte: IBM) . E’ anche per tale motivo che le aziende che non hanno la giusta varietà di genere nei ruoli di leadership non posseggono neanche quella varietà di prospettive necessaria per avere un’ottima lungimiranza. Ciò implica che nel medio-lungo periodo, le aziende di successo saranno quelle in cui uomini e donne hanno la stessa importanza in termini manageriali.
Inoltre, un’indagine realizzata da Fondirigenti in collaborazione con le Università di Trento e Bolzano dichiara che le donne sappiano sfruttare meglio degli uomini la formazione impartita dall’organizzazione, trasformandola in maggiore produttività (+9% rispetto agli uomini) grazie a livelli più alti di efficacia ed efficienza.

Offrire pari opportunità è, dunque, uno strumento necessario affinché l’azienda sia più competitiva e possa svilupparsi più velocemente grazie alla maggiore capacità delle donne leader di adattarsi ai nuovi scenari.

Da tenere a mente anche la maggiore empatia delle donne che in azienda è una caratteristica di estrema importanza se pensiamo alla creazione di team affiatati: essere in grado di comprendere i bisogni dei propri collaboratori ed organizzare il lavoro anche in funzione di essi, significa aumentare il loro senso di appartenenza all’organizzazione.

In sintesi, i vantaggi ottenibili attraverso una maggiore inclusione sono i seguenti:

  • profitti superiori alla media (+25-35%);
  • maggiore tasso di innovazione (+20%);
  • maggiore capacità di gestire e ridurre i rischi (+30%).

Legge 162/2021: cos'è la nuova Certificazione di Parità di Genere?

A novembre 2021, il Codice delle Pari Opportunità è stato aggiornato con la legge 162/2021 che estende a tutte le aziende con almeno 50 dipendenti l’obbligo di redigere un rapporto sulla situazione di impiego maschile e femminile ogni 2 anni. Diventa, dunque, una necessità per le organizzazioni disegnare un sistema di gestione dell’inclusione al fine di definire, conseguire e monitorare precisi obiettivi di miglioramento, considerando anche che la mancata redazione di tale rapporto comporta sanzioni e verifiche da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. 

Lo scopo primario della legge 162/2021 è di incentivare le organizzazioni ad
adottare azioni concrete e misurabili per la creazione di un ambiente di lavoro inclusivo delle diversità, producendo così un cambiamento sostenibile e durevole nel tempo.

In altri termini, la misura vuole assicurare una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e ridurre il gender gap attraverso la creazione di un sistema nazionale di certificazione della parità di genere che dovrà migliorare le condizioni di lavoro delle donne anche in termini qualitativi, di remunerazione e di ruolo e promuovere la trasparenza sui processi lavorativi nelle imprese. 

Come funziona la Certificazione di Parità di Genere?

Affinché le iniziative siano efficaci, confrontabili e monitorabili nel tempo la legge 162/2021 ha individuato 6 aree di intervento per ridurre il gender gap e creare un ambiente di lavoro inclusivo delle diversità. Ciascuna di queste aree ha degli specifici indicatori (“KPI”) che variano di numero e che, a seconda delle dimensioni dell’impresa, hanno un diverso peso ponderato sul punteggio complessivo con il quale viene definito il livello attuale dell’organizzazione:

  1. Cultura e Strategia;
  2. Governance;
  3. Processi HR;
  4. Opportunità di crescita in azienda neutrali per genere;
  5. Equità retributiva per genere;
  6. Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

L’avanzamento dell’organizzazione verso gli obiettivi prefissati dovrà essere valutato con un monitoraggio annuale e una verifica effettuata ogni 2 anni, con il quale dare evidenza dei progressi, miglioramenti o correzioni poste in essere. 

Dunque, i driver su cui si interviene per l’abbattimento del gender gap possono essere sintetizzati nei seguenti:

  • rispetto dei principi costituzionali di parità e uguaglianza;
  • adozione di politiche e misure per favorire l’occupazione femminile – specie quella delle giovani donne e quella qualificata – e le imprese femminili, anche con incentivi per l’accesso al credito e al mercato ed agevolazioni fiscali;
  • adozione di misure che favoriscano l’effettiva parità tra uomini e donne nel mondo del lavoro, tra cui: pari opportunità nell’accesso al lavoro, parità reddituale, pari accesso alle opportunità di carriera e di formazione, piena attuazione del congedo di paternità in linea con le migliori pratiche europee;
  • promozione di politiche di welfare a sostegno del “lavoro silenzioso” di chi si dedica alla cura della famiglia, nel rispetto dell’art. 3.1 della Costituzione (uguaglianza formale);
  • adozione di misure specifiche a favore delle pari opportunità, in linea con quanto stabilito dall’art. 3.2 della Costituzione (uguaglianza sostanziale);
  • integrazione del principio dell’equità di genere nella normativa nazionale affinché la sua adozione volontaria diventi riferimento qualora fosse richiesto alle organizzazioni pubbliche e private di ogni settore e dimensione di certificare la sostenibilità e l’adozione di politiche di genere, giustificata a ragione di specifiche esigenze e finalità produttive, in contesti quali, ad esempio, gare di appalto, rilascio di contributi pubblici oppure da un sistema di premialità allineato ai principi di libero mercato.

Quali sono i vantaggi per le aziende Certificate?

L’acquisizione della Certificazione della Parità di Genere permetterà alle aziende di accedere ad una serie di benefici, oltre ovviamente ad avere miglioramenti in termini di immagine e di reputazione.

Le
misure agevolative sono le seguenti:

  1. Sgravio contributivo a favore delle aziende che al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento siano in possesso della certificazione, applicato su base mensile che non può essere superiore all’1% dei contributi dovuti, né oltrepassare il limite massimo di € 50mila annui per azienda (art. 5, commi 1 e 2, Legge n. 162/2021);
  2. punteggio premiale per la valutazione, da parte di autorità titolari di fondi europei nazionali e regionali, di proposte progettuali ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti (art. 5, comma 3, Legge n. 162/2021);
  3. riduzione del 30% della garanzia fideiussoria per la partecipazione alle gare pubbliche (art. 93, comma 7, del d.lgs. n. 50/2016, modificato dall’art. 34, comma 1, DL 36/2022);
  4. criterio premiale nella valutazione dell’offerta, che le amministrazioni aggiudicatrici dovranno indicare nel bando di gara, nell’avviso o nell’invito (art. 95, comma 13, del d.lgs. n. 50/2016, modificato dall’art. 34, comma 2, DL 36/2022).
    Riguardo quest’ultimo punto è necessario precisare che nel testo del disegno di legge delega al Codice degli Appalti, avviato alla Camera lo scorso 23 maggio, è stato eliminato ogni riferimento alla certificazione della parità di genere come elemento di premialità nelle gare di appalto. Si spera però che, ora che il testo è tornato al Senato, piuttosto che all’interno di specifici Decreti della Presidenza del Consiglio, venga nuovamente reintrodotto questo elemento. 

Queesy: come supportiamo le aziende nell’inclusione ed empowerment femminile in azienda

Il progetto Queesy nasce per migliorare le condizioni di lavoro all’interno delle aziende e, allo stesso tempo, per rendere tutti gli spazi lavorativi (pubblici e privati) più inclusivi attraverso l’offerta di assorbenti mestruali in cotone organico, totalmente biodegradabili ed ipoallergenici.

Gli assorbenti sono un prodotto di prima necessità per il benessere femminile. Secondo le ricerche (freethetampons), circa l’86% delle donne ha avuto le mestruazioni sul posto di lavoro senza però avere con sé i prodotti necessari. Ad oggi, la maggioranza delle aziende, scuole ed università in Italia non mette a disposizione questo tipo di prodotti nei propri spazi, con un impatto negativo sul benessere psico–fisico della propria popolazione femminile e generando quindi un senso di disagio e paura in circa il 50% di loro (freethetampons).

Noi di Queesy intendiamo dare il nostro contributo per ridurre la disparità di genere negli spazi lavorativi fornendo alle aziende gli strumenti per soddisfare i bisogni essenziali di tutti i dipendenti: mettiamo a disposizione non solo assorbenti e tamponi in cotone organico al 100%, quindi ipoallergenici e a impatto zero per l’ambiente, ma anche tutto il necessario per la loro distribuzione e il loro corretto smaltimento (dispenser, sacchetti biologici, cestini touch free, ecc.), creando così degli ambienti lavorativi favorevoli all’inclusione e all’empowerment femminile.


Se la tua organizzazione è interessata a trattare in maniera più inclusiva il ciclo mestruale negli ambienti di lavoro, puoi contattarci compilando il seguente
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