Assorbenti in azienda: la guida completa per HR, welfare ed ESG
Il 74% delle donne vorrebbe avere prodotti mestruali sempre a disposizione sul posto di lavoro. Solo il 17% dichiara di trovarli. In mezzo a questi due numeri c'è un bisogno quotidiano, fisiologico e prevedibile che la maggior parte delle aziende italiane non ha ancora affrontato, nonostante fornisca senza discutere sapone, carta igienica e asciugamani in carta negli stessi bagni.
Questa guida è pensata per chi in azienda deve decidere: responsabili HR, facility manager, referenti ESG e Diversity & Inclusion. Non parte da "cosa è un dispenser", ma da una domanda più concreta: quanto vale, in termini di persone e di numeri, portare gli assorbenti in ufficio, e come si fa nel modo giusto.
Assorbenti in ufficio: da questione di bagno a scelta strategica
Per anni il tema degli assorbenti in ufficio non è stato trattato affatto, e nelle poche volte in cui lo si faceva era un dettaglio logistico. Oggi non è più così, per tre ragioni che si sono sommate.
La prima è culturale: la salute mestruale è uscita dal territorio del non detto ed è entrata nelle conversazioni su benessere e inclusione.
La seconda è normativa: la Legge 162/2021 sulla parità di genere e i nuovi obblighi di rendicontazione di sostenibilità hanno dato alle aziende strumenti, e in alcuni casi pressioni, per agire in modo misurabile.
La terza è competitiva: nel mercato del lavoro, i benefit concreti che toccano la vita quotidiana pesano sempre di più nella scelta di dove lavorare, soprattutto per le persone under 35.
Il risultato è che una decisione che un tempo si fermava al facility management oggi arriva sul tavolo di HR, sostenibilità e, in un numero crescente di casi, del vertice aziendale. Non perché un assorbente sia diventato più importante, ma perché rappresenta bene un modo di intendere l'ambiente di lavoro: rispondere ai bisogni reali delle persone invece di ignorarli.
Quanto costa NON avere assorbenti in azienda: presenteismo e assenteismo
Qui sta il punto che quasi nessuno affronta. La domanda giusta non è "quanto costa il servizio", ma "quanto sta già costando all'azienda l'assenza del servizio". E la risposta ha basi scientifiche.
Uno studio pubblicato su BMJ Open (Schoep et al., 2019), condotto su oltre 32.000 donne, ha misurato l'impatto dei sintomi mestruali sulla produttività lavorativa. I due numeri chiave:
- 8,9 giorni all'anno di presenteismo, giornate in cui la persona è presente al lavoro ma con una produttività ridotta a causa dei sintomi mestruali;
- 1,3 giorni all'anno di assenteismo, giornate effettivamente perse.
Il presenteismo, il costo più alto e più invisibile, non compare in nessun registro presenze: è tempo di lavoro pagato ma non pienamente disponibile. Rendere gli assorbenti immediatamente accessibili non elimina i sintomi mestruali, ma abbatte una delle loro conseguenze più concrete ed evitabili: il disagio, lo stress e l'interruzione causati dal trovarsi sprovvisti nel momento del bisogno, la corsa alla borsa, la richiesta imbarazzata a una collega, l'uscita dall'ufficio.
È esattamente questo il calcolo che permette di trasformare "una buona idea" in un business case difendibile davanti a chi tiene il budget.
💡 Fai la stima per la tua azienda. Con il calcolatore Queesy puoi inserire il numero di dipendenti, la percentuale di donne e la retribuzione media lorda e ottenere una stima del costo annuo legato a presenteismo e assenteismo, e del risparmio potenziale.
Dispenser o distributore di assorbenti: quale soluzione per il tuo spazio
"Dispenser" e "distributore" di assorbenti indicano la stessa cosa: un erogatore installato nei bagni o negli antibagni aziendali che mette a disposizione assorbenti gratuiti, disponibili in ogni momento, senza monete e senza dover chiedere a nessuno.
Funziona come il dispenser del sapone: è lì quando serve.
La scelta del modello dipende da tre variabili: il flusso di persone che usano il bagno, la possibilità o meno di forare la parete, e l'estetica dello spazio. Le linee Queesy coprono i diversi scenari.
Dispenser da parete in plexiglass riciclato (Model S e Model V). Trasparenti, discreti, resistenti ed eleganti. Realizzati in 100% plexiglass riciclato, uniscono design e sostenibilità e si integrano bene in bagni curati di uffici, coworking, hotel e scuole. Si fissano con bi-adesivi inclusi, senza foratura: la soluzione indicata anche per spazi in affitto o con finiture delicate.
Dispenser per contesti a flusso elevato (Model A, Model A2, Model D). Per sedi con molte persone, stabilimenti o spazi pubblici ad alto traffico esistono modelli più capienti e ad altissima resistenza, realizzati in acciaio inox che massimizzano igiene e autonomia riducendo la frequenza dei rifornimenti.
Dispenser per ambienti eco-friendly (Model B). L'erogatore per assorbenti più ecosostenibile, realizzato in bambù e capace di offrire assorbenti esterni ed interni contemporaneamente.
Distributori automatici con erogazioni controllate. Sono le soluzioni più innovative e tecnologiche che permettono all'organizzazione di controllare il consumo di prodotti tramite vari meccanismi di rilascio. Hanno una elevata capacità di carico e sono ideali per ambienti ad alto traffico e scarso presidio, come aeroporti, stazioni e siti produttivi.
Assorbenti biodegradabili: cosa conta davvero dentro al dispenser
Installare il distributore è solo metà del lavoro. La differenza vera la fa il prodotto che eroga, e qui le soluzioni sul mercato non sono equivalenti.
Gli assorbenti convenzionali contengono plastiche, fibre sintetiche e talvolta sostanze che possono irritare le pelli sensibili e impiegano centinaia di anni a degradarsi. Gli assorbenti Queesy sono realizzati in 100% cotone organico, biodegradabili, ipoallergenici e traspiranti, privi di plastiche e sostanze sintetiche.
Per un'azienda questa non è solo una questione di comfort per chi li usa. È una voce che entra direttamente nella dimensione ambientale del bilancio di sostenibilità: prodotto di igiene personale, ma anche plastica evitata. Il welfare e l'ambiente, in questo caso, camminano insieme.
La gamma include assorbenti esterni, assorbenti interni e salvaslip in cotone organico, così da coprire esigenze diverse all'interno dello stesso servizio.
Assorbenti in azienda come progetto ESG: l'impatto nel bilancio di sostenibilità
Un servizio di supporto mestruale con prodotti biodegradabili si inserisce con naturalezza in un progetto ESG, perché tocca contemporaneamente più dimensioni della sostenibilità e si presta a essere rendicontato con numeri.
Sul piano degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030, l'iniziativa si posiziona su tre goal:
- Goal 3 - Salute e benessere: risponde a un bisogno di salute quotidiano delle persone che lavorano.
- Goal 5 - Parità di genere: rende l'ambiente di lavoro più equo ed inclusivo rispetto a un bisogno che riguarda circa metà della popolazione aziendale.
- Goal 12 - Consumo e produzione responsabili: sostituisce un prodotto usa-e-getta ad alto impatto con un'alternativa biodegradabile.
La forza di questa iniziativa, in ottica ESG, è che produce dati misurabili: assorbenti distribuiti, plastica evitata, risparmio di risorse, oltre alla percezione delle persone coinvolte. Sono esattamente il tipo di indicatori che alimentano un bilancio di sostenibilità e che rispondono alla logica dei nuovi obblighi europei di rendicontazione (CSRD), i quali danno peso crescente alla dimensione sociale a lungo rimasta in secondo piano rispetto a quella ambientale.
In pratica, è uno degli interventi con il miglior rapporto tra investimento richiesto e impatto rendicontabile. Costa poco, si implementa in fretta e genera KPI che entrano nel report annuale.
Certificazione della Parità di Genere: idee e iniziative concrete da attivare
Molte aziende che si avvicinano alla Certificazione della Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022, Legge 162/2021) si trovano davanti allo stesso ostacolo: hanno chiaro perché certificarsi (sgravi contributivi fino a 50.000 € annui, punteggio premiale nei bandi pubblici, riduzione delle garanzie fideiussorie nelle gare, migliore reputazione e attrattività), ma faticano a individuare iniziative pratiche da attivare per muovere davvero i KPI richiesti.
Rendere disponibili assorbenti gratuiti in azienda è una di queste iniziative concrete. Non risolve da sola il percorso di certificazione, ma agisce su terreni che la norma presidia: la creazione di un ambiente di lavoro inclusivo, l'attenzione alla salute e al benessere, il miglioramento qualitativo delle condizioni di lavoro delle donne.
Il valore, per chi costruisce il dossier di certificazione, è triplice:
- è un'azione tangibile e visibile, non una dichiarazione di intenti. Dimostra coerenza tra ciò che l'azienda dichiara e ciò che fa ogni giorno;
- è documentabile: fornitura, comunicazione interna, adesione e feedback delle persone sono tutti elementi che possono entrare nella documentazione a supporto degli audit;
- si accompagna a strumenti di sensibilizzazione (materiali di comunicazione, poster, contenuti per l'intranet) che aiutano a diffondere la cultura dell'inclusione, un aspetto valutato dalla prassi.
Se stai costruendo il piano di iniziative per la certificazione, il supporto mestruale è uno dei tasselli più rapidi da inserire e tra i più apprezzati dalle persone.
📌 Idea operativa: abbina l'installazione dei dispenser ad un nostro webinar di sensibilizzazione sulla salute mestruale, così da unire un'azione concreta (il prodotto) a un'attività culturale (la formazione), due elementi che rafforzano il dossier di certificazione.
Oltre la fornitura: formazione e lotta alla period poverty
Un servizio completo non si esaurisce nel prodotto fisico. La salute mestruale, la gravidanza e la menopausa hanno impatti reali sulla vita lavorativa e restano circondate da tabù e disinformazione.
Per questo Queesy affianca alla fornitura percorsi educativi e webinar di sensibilizzazione, pensati per coinvolgere tutta la popolazione aziendale, non solo le donne , e promuovere una cultura dell'equità che smonti stigma e comportamenti discriminatori.
C'è poi una dimensione sociale che va oltre i confini dell'azienda. La period poverty, la difficoltà economica ad accedere ai prodotti mestruali, riguarda in Italia una parte non trascurabile della popolazione. Per ogni fornitura aziendale, Queesy dona assorbenti biodegradabili alle persone più in difficoltà: l'impatto positivo dell'iniziativa non resta dentro i bagni dell'azienda, ma si estende a chi ne ha più bisogno.
Come attivare il servizio Queesy in azienda
Il percorso è pensato per essere semplice e guidato passo dopo passo.
1. Valutazione.
Solo tre dati di partenza (numero di sedi, numero di persone e numero di antibagni da servire) per stimare il fabbisogno ed individuare le migliori soluzioni per la tua azienda.
2. Invio offerta personalizzata
Inviamo le nostre migliori offerte per varie soluzioni, così che puoi confrontare e decidere le caratteristiche che più si addicono al tuo progetto e al tuo budget.
3. Lancio e comunicazione.
Installiamo i dispenser, inviamo tutti i consumabili e ti inviamo un kit comunicativo contenente modelli email, poster, flyer ed adesivi personalizzati per raccontare la scelta alle persone e valorizzare l'impegno dell'azienda su inclusione e sostenibilità.
Puoi programmare in anticipo la rifornitura degli assorbenti attraverso un modello in abbonamento, oppure inviare il tuo ordine di volta in volta. Anche qui, la soluzione migliore dipende dalle caratteristiche e dai processi della tua azienda.
Rendi la tua azienda più inclusiva, oggi
Se stai valutando di portare gli assorbenti nei bagni della tua azienda, per costruire una proposta ci bastano tre dati: numero di sedi, numero di persone e numero di antibagni. Il resto - scelta dei modelli, installazione, comunicazione interna e rifornimenti - lo costruiamo insieme.
Domande frequenti sugli assorbenti in azienda
Perché un'azienda dovrebbe offrire assorbenti gratuiti?
Perché sono un bene primario di igiene personale, esattamente come sapone e carta igienica, e riguardano circa metà della popolazione aziendale. Renderli disponibili riduce disagio e interruzioni, migliora il benessere percepito e rappresenta un'azione concreta di inclusione e parità di genere.
Qual è la differenza tra dispenser e distributore di assorbenti?
Nessuna: sono due termini per lo stesso dispositivo, un erogatore installato nei bagni che rende disponibili assorbenti gratuiti. Esistono modelli da parete, con o senza foratura, e soluzioni automatiche per spazi ad alto traffico.
Quanto costa il servizio?
Il costo dipende dal numero di sedi, dalla popolazione aziendale e dal numero di antibagni da servire. Più che il costo assoluto, conta il confronto con il costo del presenteismo e dell'assenteismo legati ai sintomi mestruali.
Il costo per persona è comunque inferiore ad 1 euro al mese, meno di un caffè.
Gli assorbenti Queesy sono davvero biodegradabili?
Sì. Sono realizzati in 100% cotone organico, biodegradabili, ipoallergenici e privi di plastiche e sostanze sintetiche.
Il servizio aiuta a ottenere la Certificazione della Parità di Genere?
È una delle iniziative concrete che possono rientrare nel percorso verso la certificazione UNI/PdR 125:2022, perché agisce sull'inclusione e sul benessere delle persone. Non è sufficiente da sola ma è un tassello tangibile e documentabile, apprezzato in fase di audit.
Rientra in un progetto ESG e nel bilancio di sostenibilità?
Sì. L'iniziativa si posiziona sui Goal 3, 5 e 12 dell'Agenda 2030 e produce dati misurabili (assorbenti distribuiti, plastica evitata, risorse risparmiate) che alimentano la rendicontazione di sostenibilità.